Sabato 9 Maggio – Birdwatching all’alba
Un’escursione guidata di tre ore dedicata all’osservazione degli uccelli migratori nel Parco del Ticino e nella Rete Ecologica della Ca’ Granda....

Il programma può subire arricchimenti
escursioni guidate nel bosco
incontri divulgativi e formativi
eventi culturali e proiezioni
scoperta dei prodotti agricoli nelle cascine del territorio

L’area geografica in cui viviamo e operiamo è il Parco Agricolo Sud Milano e Il Parco del Ticino, dichiarato Riserva della Biosfera MAB UNESCO nel 2002.
Agricoltura e Natura, dove le coltivazioni diventano la sfumatura tra l’antropizzazione e la natura selvaggia che costeggia il fiume.
Questo Festival è dedicato a questa zona non addomesticata, con sentieri sconnessi che devono rimanere tali, adatti più al capriolo che al turista, affinché la fauna selvatica continui a trovarvi rifugio e la vegetazione a crescere spontanea e disordinata.

La prima edizione del festival è dedicata al Lupo, animale simbolo del ritorno del selvatico.
Attraverso racconti, dati scientifici ed esperienze sul campo, il festival approfondisce la storia del lupo: dalla sua quasi scomparsa a causa dell’impatto umano, fino al suo ritorno negli ecosistemi italiani, con presenze documentate anche nel Parco del Ticino.
L’obiettivo è promuovere una corretta convivenza tra uomo e fauna selvatica, contribuendo a superare paure e stereotipi e favorendo comportamenti responsabili nella frequentazione degli ambienti naturali.





Un’escursione guidata di tre ore dedicata all’osservazione degli uccelli migratori nel Parco del Ticino e nella Rete Ecologica della Ca’ Granda....
Un incontro lento e sensoriale nei boschi e nelle praterie del Parco del Ticino: questa escursione di tre ore è pensata per avvicinarsi alla biodiversità locale ascoltando il paesaggio, seguendo le tracce del selvatico e imparando a muoversi con attenzione....
Ex Convento dell'Annunciata
Abbiategrasso - MI
ore 17 . Presentazione del Libro "Io non ho paura del Lupo"
di e con Tommaso D'Errico
ore 18,30 . Aperitivo a cura di AltroveQui
ore 19,30 . The Wolf Within
Documentario di Federico Manneschi...
Escursione guidata da Zerbo di Besate a Rimini di Motta Visconti...
CASCINA SELVA | Ozzero
ore 20 . Aperitivo
ore 21,30 . Film "La Pelle dell'Orso"
Regia di Marco Segato...
Regia di Gus Van Sant...

Puoi scegliere se avvalerti della formula aperitivo/cena + cinema o solo cinema, con ovvia differenza di prezzo.
Ogni cascina è una dimora storica, puoi guardarti in giro, scoprire gli animali, le coltivazioni e magari fare spesa di uova, verdure, formaggi che non troverai altrove.
Non ci crederai, ma raramente rappresentano un problema.
Comunque siamo dotati di repellente, e lo distribuiamo gratuitamente!
Nelle serate più calde vorresti venire in costume da bagno, ma ricorda: dopo le 22 in campagna le temperature calano di molto, spesso brezza e umidità costringono a coprirsi.
Il progetto è curato e realizzato grazie alla collaborazione tra:
AltroveQui – Cinema in cascina
Avventura sulle Gambe – con la guida AIGAE Marina Luciani
Io non ho paura del Lupo APS
Le aziende agricole Cascina Caremma (Besate – MI) e Cascina Selva (Ozzero – MI) sono parte attiva del festival, rappresentando quel delicato confine tra urbanizzazione e natura, tra presenza umana e habitat selvatico.
Il Comune di Abbiategrasso partecipa mettendo a disposizione L’Ex-convento dell’Annunciata per mostra e cineconcerto
Ascolta “Considera l’Armadillo” diretto da Cecilia di Lieto
Considera l’armadillo di mercoledì 29 aprile 2026 con Erminio Sada e Gianluca Recalcati abbiamo parlato della prima edizione di Selvaggio Festival del bosco e dei suoi abitanti dedicato al lupo e organizzato da altrovequi, da cinema in cascina.it, da maggio a ottobre nell’abbiatese, ma anche con Cristina Franzoni di clama associazione sulla questione dei pavoni di Punta Marina di Ravenna. A cura di Cecilia Di Lieto.
Il Podcast dell’associazione Io non ho paura del Lupo APS
Da millenni uomini e lupi si osservano da lontano: mentre uno lotta per il dominio della natura, l’altro incarna l’indomabile spirito selvaggio.
Col tempo entrambi hanno sviluppato una paura reciproca l’uno dell’altro, eppure questo animale antico e ancestrale ha sempre esercitato un enorme fascino su di noi.
In questo podcast, grazie alle parole di esperti ed esperte, impareremo a conoscerlo più da vicino, a comprendere il suo mondo e i conflitti che il lupo può generare, per capire come coesistere con esso re-immaginando il nostro rapporto con la natura che ci circonda.
“Nelle tracce del lupo” racconta la nostra attitudine culturale verso la natura muovendosi “nelle” tracce di questo animale elusivo, per quanto studiato e conosciuto. Il viaggio attraversa sia le aree alpine dell’Italia, che negli ultimi dieci anni si sono confrontate con la presenza di questo predatore, sia il cuore dell’Appennino che ci ha sempre convissuto, anche quando nel resto d’Europa era praticamente estinto. In “Lupi e uomini”, Barry Lopez scrive: «essere rigorosi in tema di lupi equivale a pretendere certezze dalle nuvole». Seguire la sua inafferrabile traccia significa metterci in relazione con un contesto biologico e geografico, culturale e filosofico; significa sentirci esploratori curiosi di imparare i meccanismi della natura.
Passo dopo passo, Marco Albino Ferrari ne “La via del lupo. Nella natura selvaggia dall’Appenino alle Alpi”(editore Laterza), ha rintracciato la ‘via’ che da circa quarant’anni il lupo è tornato a percorrere, fra luoghi marginali e misteriosi, dopo essere scomparso alla vista dell’uomo. Una via naturale attraverso foreste, altipiani, praterie d’alta quota, crinali, vallate secondarie e paesi isolati: l’altopiano di Castelluccio di Norcia, le Foreste Casentinesi, l’Appennino parmense, le Alpi Liguri, le Marittime, il Parco del Gran Paradiso, e ancora più in là, sull’arco alpino fino in Trentino. È lì che gli ultimi branchi sono stati avvistati, dove il Canis lupus italicus si incontrerà con altri esemplari in arrivo dalla Slovenia. Un incontro atteso, che forse completerà fino in fondo la via. Marco ci racconta del lavoro, negli anni Settanta, di un gruppo di giovani ricercatori (l’etologo tedesco Erik Zimen, David Mech, lupologo americano, e il romano Luigi Boitani, oggi titolare della cattedra di Zoologia dei Vertebrati all’Università La Sapienza di Roma) impegnati a studiare con metodi sperimentali ciò che all’epoca veniva ancora rappresentato come il “misterioso animale delle foreste” o il “divoratore di bambini”.
Tratti Documentari in collaborazione con Bradamante Teatro
La narratrice e guida ambientale Francesca Camilla D’Amico ci accompagna in un’escursione sonora attraverso la faggeta di Lama Bianca nel Parco Nazionale della Majella, sulle tracce del lupo appenninico e sui passi del biologo e poeta Paolo Barrasso che partecipò negli anni ’70 al primo progetto per la salvaguardia del Lupo Appenninico in Italia.
La storia trae ispirazione dalla vita del biologo e poeta Paolo Barrasso che partecipò, negli anni ’70, al primo progetto per la salvaguardia del Lupo Appenninico in Italia: l’ “Operazione San Francesco” (promossa dal WWF) e intende sfatare miti e false convinzioni sul Lupo, per favorire la conoscenza di uno degli animali simbolo delle nostre montagne e raccontare come l’uomo possa intervenire in maniera costruttiva sui delicati equilibri dell’ecosistema.